La città grigia

In un lontano paesino, disperso nel mondo, viveva un vecchio mago egoista che aveva rubato le sementi dell’arcobaleno per tenersele solamente per sé.

In un giorno di pioggia, il mago si prese il raffreddore e starnutì mentre piantava i preziosi semi, che, trasportati dal vento, volarono via. Finirono sopra una città dove pioveva sempre: lì gli abitanti erano disperati, non sapevano più che fare per vincere la noia e la tristezza, i bambini avevano una voglia pazza di uscire a giocare al sole, di vedere i brillanti colori della natura che un tempo “regnava” in quel luogo, ora tanto triste e desolato.

Appena i semi toccarono il terreno inzuppato d’acqua, spuntò l’arcobaleno che fece da “ombrello” alla città riparandola dalle piogge torrenziali che imperversavano su di essa, ormai da parecchi anni.

La città tanto grigia, come per incanto, tornò a splendere di tutti i suoi bei colori. Le piante fiorirono colorando qua e là di giallo, di rosso e di viola i muri spogli delle case; gli alberi crebbero forti e rigogliosi
rinverdendo tutto quel grigiore; l’erba e i fiori spuntarono nei prati incolti e i bambini poterono finalmente scorrazzare nel verde, rotolarsi sull’erba, scaldarsi al sole e soprattutto osservare lo “spettacolo” della
natura.

Gli abitanti, che avevano da tempo dimenticato tutto ciò, presi dal loro giornaliero andirivieni, rimasero sorpresi davanti a tante meraviglie, uscirono dalle loro abitazioni e festeggiarono l’arco multicolore con armoniose musiche, allegri balli e pranzi su tavole imbandite di ogni ben di Dio.

Quando la sera l’arcobaleno scomparve, lanciarono in cielo fuochi d’artificio di mille colori così che il mago potesse capire la gratitudine e la gioia della gente che finalmente aveva potuto riscoprire la bellezza della natura.

Da quel giorno il mago capì che avrebbe potuto essere veramente felice solo dividendo con gli altri il suo magico “tesoro” e così iniziò a spargere i semi in tutto il mondo diffondendo le meraviglie che aveva gelosamente custodito.

di Emanuele Cardani

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